L’Italia invecchia, ma la ristorazione no, anzi, si fa tecnologica

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Dai dati dell’ultimo “Rapporto Annuale Istat sulla situazione del Paese”, rileviamo che l’Italia sta invecchiando: gli over 65 sono in aumento. Una tendenza che, secondo l’agenzia Moody’s, potrebbe avere ripercussioni sul mercato dei consumi extra domestici.

 

Moody’s, infatti, interpretando le previsioni dell’Istat, ha tratteggiato un futuro del mercato Ho.re.ca. poco roseo, sostenendo che, se nel 2040 un italiano su tre avrà più di 65 anni, ci saranno più pensionati e meno forza lavoro e a pagare per primi saranno i settori della ristorazione e dell’abbigliamento.

Valutazioni sbagliate, lo dice FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercenti) la quale afferma che in Italia cresce il numero di persone che sceglie di consumare pasti fuori casa e passare sempre meno tempo davanti ai fornelli. I connazionali dedicano solo 37 minuti al giorno alla preparazione dei pasti e i consumatori della fascia d’età più alta, tra l’altro, sono anche quelli più alto spendenti. Secondo Fipe, dunque, l’immagine dei ristoranti vuoti descritta da Moody’s - perché diventeremo un Paese di anziani che resteranno a casa (magari davanti alla TV) a mangiare una pizza surgelata presa dal discount - non sarebbe realistica.

Anche TradeLab, società milanese specializzata in ricerche e analisi di mercato, afferma che il settore del  fuori casa si preannuncia dinamico e persino con margini di crescita, in quanto la ristorazione riuscirebbe a rispondere in maniera molto veloce alle esigenze del mercato. In Italia la domanda di mangiare e bere fuori dalle mura domestiche crescerà ancora negli anni, legata al fenomeno “dell’esodo domestico”. Ci saranno più donne che lavoreranno e i ritmi di lavoro porteranno a consumare fuori casa.

 

Questa domanda potrà essere soddisfatta in vari modi e vedrà la crescita di differenti format. Come ad esempio:

La forma del lunch con risparmio di tempo, prezzi accessibili e menu improntati ad una dieta sana;

I monomarca, ovvero aziende food e non food che aprono un proprio punto di consumo brandizzato;

I locali all’interno dei centri commerciali;

Per concludere, il Food Delivery il crescente fenomeno del cibo portato a domicilio, un classico esempio di come il mercato extradomestico diventa mercato domestico, anche questo un esempio di contaminazione che il cambiamento in atto sta apportando.

 

Con buona pace di Moody’s, continuerà la tendenza all’incremento della spesa per pasti fuori casa nelle diverse modalità (colazione, pranzo, cena, apericena, ma anche, come dicevamo, take away e ordinazioni di piatti con consegna a domicilio).

Anche perché, over 65 a parte, il settore della ristorazione è oggi uno dei più vivaci in termini di innovazione oltre ad essere un settore condizionato sempre più dalle mode che vede una diversificazione profonda delle esigenze di consumo: velocità e comodità caratterizzano la richiesta di pasti funzionali, soprattutto per il pranzo (sia per chi ha esigenza di mangiare fuori casa per lavoro, sia per chi si muove per turismo), mentre tipicità, possibilità di socializzare e vivere esperienze marcano di più la richiesta dei pasti conviviali.

Occhio alla tecnologia, all’ambiente e ai cibi sani

Nel mercato Ho.re.ca. i social media assumeranno sempre maggiore importanza nella scelta dei consumatori: l’offerta dovrà porre sempre maggiore attenzione al lato estetico delle proprie proposte, curando piatti e pietanze veicolabili in modo efficace attraverso foto e video, esaltando non solo le forme e il cromatismo ma anche i sensi.

La tecnologia invaderà sempre più il mondo della ristorazione sia perché la clientela dimostra di gradirla, sia perché le soluzioni tecnologiche disponibili aiutano a migliorare l’efficacia della gestione aziendale: sistemi di ordinazioni self service, pagamenti attraverso mobile e altre innovazioni cambieranno il modo di proporsi di molte aziende del settore.

Aumenterà anche la propensione delle persone a prenotare il tavolo attraverso internet o app e le imprese del settore dovranno attrezzarsi per riuscire a proporsi anche con questa modalità. L’attenzione all’ambiente e le soluzioni a basso impatto ambientale saranno valori sempre più riconosciuti come importanti dal consumatore: i ristoratori dovranno imparare non solo ad adottare comportamenti responsabili ma anche a veicolarli come valori all’interno della propria strategia di comunicazione. A questo si accompagnerà sempre più la ricerca di cibi sani e la conseguente necessità di informare in modo sempre più puntuale e trasparente i propri clienti sulla provenienza dei prodotti e il loro utilizzo.

Anche il format sarà spesso decisivo nelle scelte, soprattutto in quelle delle fasce più giovani della popolazione: la capacità di creare un ambiente stimolante, creativo e che comunichi la propria identità contribuirà a decretare il successo della proposta.

Continuerà, infine, la crescita dello street food, come modalità di consumo di prodotti e cibi del territorio in modo semplice e poco formale, anche sganciato dall’idea del basso costo.

 

 

 

Ristorazione italiana sempre più visual

Cresce la presenza su Instagram dei ristoranti, con i ristoratori sempre più coscienti della sua importanza.

Cresce la richiesta del settore Ho.re.ca. di promuoversi attraverso il social media più gettonato del momento: uno strumento riconosciuto per presentare la propria immagine, la filosofia in cucina, location, atmosfere e raccontare ciò che il cibo diventa e rappresenta in quel luogo.

L’esigenza e la richiesta di essere su Instagram è condivisa, ma non è altrettanto “sentita” la cura dell’immagine stessa spesso, e soprattutto, tra i piccoli ristoratori, affidati all’“home made”.

I ristoratori non ritraggono pane o pasta fatti in casa secondo la ricetta di mamma ma la loro identità, professionalità e storia, facendo leva su sentimenti e curiosità, per attrarre i clienti e farli accomodare ai loro tavoli.

Allegato: - Data: 04-10-2019